Perché il blog si è fermato per anni, perché ho ripreso e perché non seguo più il F.I.R.E. Movement

Come penso stiate notando, il blog è rimasto fermo per anni e solo da luglio di quest’anno (2026) ho ripreso a scrivere. Spero di riuscire finalmente a mantenere una certa regolarità.


La lunga pausa è dovuta a molteplici fattori.

La pausa forzata e i cambiamenti di vita

La perdita del lavoro e il ritorno in Italia nel 2020 hanno esaurito tutte le energie mentali necessarie per mantenere questo tipo di impegno. Successivamente, il nuovo lavoro e il trasferimento a Milano, seguiti dal successivo trasferimento nel Regno Unito, hanno contribuito a posticipare ulteriormente la ripresa: gestire due traslochi non è stato semplice.

Il distacco dal F.I.R.E. Movement

Infine, la perdita di interesse per il F.I.R.E. Movement mi ha fatto pensare che questo blog fosse diventato inutile e superfluo, anche considerando il diluvio di creators sui vari social.

Perché ho perso interesse? Da una parte mi sembrava di essere entrato in una lotta continua contro me stesso: una lotta per continuare a dire “no” a tutto e misurare la mia vita non in quanti bei momenti avessi vissuto, secondo i miei desideri, ma in quanti euro o pounds avessi messo nel mio ISA.

Se il comportamento più negativo descritto dal F.I.R.E. è quello di cedere alla lifestyle inflation, io stavo sprofondando in una austerità quasi depressiva. Insomma, stava diventando tutto quasi tossico.

Le priorità sono cambiate

Anche se l’idea di “andare F.I.R.E.” continua a sembrarmi affascinante, il tardo ingresso nel mondo del lavoro, la precarietà iniziale e un po’ di sana voglia di godermi i frutti di anni di sacrifici (che considero solo ora lentamente compensati) mi hanno portato a una diversa concezione della gestione delle mie finanze.

Ora che ho un lavoro che mi soddisfa e “qualcosa da mostrare” per i miei sacrifici, ridurmi a vivere come un monaco in quaresima — sapendo che comunque molto difficilmente potrei ritirarmi a far nulla a 45 anni — mi sembra eccessivo. In pratica, salvo miracoli, non riuscirei ad andare F.I.R.E. nei prossimi otto anni.

Non sono certo partito per la tangente spendendo come se non ci fosse un domani. Semplicemente, ora, oltre a risparmiare per il me futuro, concedo qualche piccolo piacere in più al me presente.

Le mie priorità attuali

  • Mutuo, bollette e tasse

  • Contribuzione ai fondi di riserva

  • Investimenti

  • Piccoli piaceri

Come detto in altri articoli, sfrutto parecchio il fatto di avere diversi conti correnti (e il sistema dei pots messo a disposizione da Monzo, qui la mia esperienza) per organizzare le spese ed essere sicuro che tutti gli impegni economici più rilevanti siano coperti, proprio nell’ordine indicato sopra.

Raggiungerò il F.I.R.E.? Ovviamente no. Sto costruendo una vita che mi consenta di dire: “ne è valsa la pena”.

Un momento che ha segnato la differenza

Uno dei momenti più belli l’ho vissuto l’anno scorso. Sono sempre stato appassionato di automobili, ma vuoi per i continui spostamenti, vuoi per l’assenza di un reddito stabile, non ho mai avuto accesso a un’auto tutta mia.

Finalmente, lo scorso maggio, mi sono sentito abbastanza sicuro da procedere all’acquisto (anche perché, fuori dai grandi centri urbani, avere un’automobile è il modo più sicuro per avere flessibilità negli spostamenti).

Ho mantenuto il segreto il più possibile. Quando i miei genitori sono venuti a visitarmi, gliel’ho mostrata: vederli così orgogliosi del fatto che ce l’avessi fatta da solo, senza aiuti e così lontano da casa, sentirli ripetere “si è comprato l’auto da solo” mentre parlavano con i parenti… mi ha dato quella sensazione di “finalmente ce l’ho fatta” che mi era mancata nei momenti più cupi dopo la perdita del lavoro nel 2020.

Come gestisco ora le mie finanze

L’attuale ripartizione delle spese, basata sulle priorità indicate poco sopra e sul netto mensile, è la seguente:

  • Abitazione (mutuo, tasse, bollette): 41%

  • Cibo: 14%

  • Fondi di riserva e manutenzione casa/auto: 15%

  • ISA: 5%

  • Finanziamenti e sfizi: 25%

La ripartizione si basa su macro‑aree. Se un budget è vitale per sapere a cosa viene dedicato ogni centesimo (qui l'articolo, se vuoi approfondire), organizzarsi per macro‑aree consente di mantenere una certa flessibilità senza perdere di vista l’obiettivo generale.

La base di calcolo: il netto

Come detto poco sopra, il calcolo si basa sul netto. Basare i calcoli sul lordo, come spesso accade nei ragionamenti sull’affordability, comporta il rischio di sovrastimare le proprie disponibilità mensili.

La vita di un qualsiasi impiegato, o di un libero professionista prudente, si basa sempre sul netto. Considerando che non devo “approvarmi” un prestito, ma verificare ogni mese quanto posso dedicare a me stesso, calcolare le percentuali sul netto è la scelta più prudente.

Usare una base di calcolo più bassa, ovviamente, influenza i valori percentuali. Vedere quel 41% per le spese abitative può sembrare spaventoso, ma se considerate che l’affordability viene calcolata sul lordo, la percentuale diventa pari al 30%, perfettamente in linea con quanto generalmente consigliato.

Monitorare le spese e usare i pots

Ovviamente questo non mi pone fuori pericolo: le spese vanno sempre monitorate attentamente. Mai come su queste spese, l’utilizzo dei vari conti e dei pots si rivela utile per la mia serenità.

Sapere che queste spese sono già coperte e in fondi non agilmente raggiungibili (se non dagli addebiti diretti) libera un sacco di energie mentali che posso usare per altro: dedicarmi a qualcosa di creativo o rilassante.

Cibo e pianificazione

Per il cibo dedico una media di 100 € a settimana. La pianificazione dei pasti, come scritto in un altro articolo, aiuta parecchio: capita di spendere molto meno del budget e l’eccesso viene dedicato ai risparmi o usato per accelerare il pagamento di qualche finanziamento (se sei curioso, puoi leggere di piú in questo altro articolo su come mi organizzo per fare la spesa).

Fondi di emergenza e manutenzione

Il fondo di emergenza e i due ulteriori fondi dedicati alla manutenzione dell’auto e della casa assorbono il 15% del totale netto.

Perché li tengo separati? Perché, per tradizione, questi inconvenienti non avvengono mai separatamente. Inoltre, l’unico vero modo per prevenire problemi più gravi o costosi è procedere sempre con una regolare manutenzione.

Perché solo il 5% all’ISA?

Al momento la priorità è riservata alla costruzione di un robusto fondo per le emergenze. Ovviamente la percentuale è destinata ad aumentare nel tempo, man mano che alcuni impegni finanziari verranno soddisfatti.

Il restante 25% serve per far fronte ad alcuni finanziamenti e per qualche extra. Vivere di continue rinunce è impossibile: questa percentuale diminuirà a favore dell’ISA (leggi qui per capire cos'è), con mia grande soddisfazione, ma senza rinunciare a qualche sfizio.

Il prossimo obiettivo: la serenità finanziaria

Diciamo che sono passato dalla ricerca dell’indipendenza finanziaria alla ricerca della serenità finanziaria.

Per serenità finanziaria intendo creare — per me e per chi deciderà di condividere la sua vita con me — un’isola felice che, anche nella peggiore delle situazioni, eviti di farmi sentire come mi sentii quando fui costretto a tornare in Italia.

Non più “tanti sacrifici per nulla”, ma: “malgrado tutto, i miei desideri si sono realizzati, ho avuto tanti bei ricordi e posso cominciare un altro capitolo a testa alta”. Se questa parte della mia storia ti è stata utile o ti ha dato uno spunto per il tuo percorso nel Regno Unito, puoi seguire il resto del viaggio nel blog. Ogni settimana condivido esperienze reali, consigli pratici e riflessioni su lavoro, vita quotidiana e finanza personale. Iscriviti alla newsletter tramite Follow.it per non perdere i nuovi articoli e seguimi su Instagram e Pinterest per contenuti extra.

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