Chi Sono

 Nel 2019 avevo appena completato la pratica forense in Italia e aspettavo i risultati dell’esame scritto da avvocato.

In quel momento decisi di partire per il Regno Unito. L’idea era semplice: mettermi alla prova, migliorare l’inglese e vivere un’esperienza diversa per qualche mese.

Doveva essere una parentesi.

Non lo è stata.

Per mantenermi senza pesare sulla mia famiglia trovai lavoro presso Eat., una catena britannica di caffetterie. Fu un impiego molto diverso dal percorso giuridico che avevo intrapreso in Italia, ma rappresentò il mio primo vero ingresso nella vita lavorativa britannica.

È proprio da quell’esperienza che nasce il nome di questo blog: The Cafeteria Boy.

Dietro un bancone, tra turni, clienti e giornate non sempre semplici, iniziai a capire che vivere all’estero significa molto più che cambiare Paese. Significa imparare rapidamente come funzionano il lavoro, gli affitti, i trasporti, le spese quotidiane e tutte quelle piccole regole che nessuno ti spiega prima di partire.

Con il tempo cominciai anche a interessarmi alla gestione del denaro.

Stare lontano dalla mia famiglia aveva un costo personale e, a quel punto, volevo almeno provare a ottenere il massimo dall’esperienza britannica. Non nel senso di inseguire guadagni facili, ma di comprendere meglio il sistema in cui vivevo: come organizzare le spese, come costruire una certa stabilità e come evitare di lavorare tanto senza riuscire a fare alcun passo avanti.

Dopo l’esperienza in caffetteria passai al servizio clienti, lavorando per un’azienda che gestiva l’assistenza di Johnson & Johnson nel settore delle lenti a contatto.

Poi arrivò il Covid.

Persi il lavoro e, dopo un periodo di incertezza, tornai temporaneamente in Italia. Lì lavorai nel settore assicurativo e, nel frattempo, riuscii finalmente a completare il percorso iniziato anni prima: superai l’esame di abilitazione e cominciai a esercitare come avvocato.

In seguito entrai in un’impresa attiva nel settore della finanza e dei prestiti al consumo. Fu un passaggio importante, perché mi permise di unire la formazione giuridica alla conoscenza concreta di un mercato che incide profondamente sulla vita quotidiana delle persone.

Oggi sono tornato a vivere nel Regno Unito e lavoro come Compliance Officer per la divisione britannica della stessa impresa.

Il mio lavoro mi porta a confrontarmi con le regole che disciplinano il credito al consumo, con la tutela dei clienti e con la necessità di valutare il rischio in modo responsabile. Mi ha anche aiutato a comprendere meglio il funzionamento del sistema del credito dal punto di vista delle imprese e dei consumatori.

Ho imparato, per esempio, che l’approvazione di un prestito non dipende da una singola formula e che nessuno può garantirla. Possono però incidere diversi elementi, come il rapporto tra entrate e spese, gli impegni finanziari già esistenti, la regolarità dei pagamenti e, più in generale, la sostenibilità della situazione economica del richiedente.

Sono temi che riguardano da vicino chiunque provi a costruirsi una vita nel Regno Unito.

Questo blog nasce proprio da qui.

Voglio raccontare come sta andando la mia vita economica e personale in questo Paese: il lavoro, il costo della vita, le difficoltà, le decisioni sbagliate, i piccoli progressi e tutto ciò che sto imparando lungo il percorso.

Non voglio presentarmi come qualcuno che possiede tutte le risposte. Non voglio vendere formule magiche e non voglio spiegare agli altri cosa debbano fare con il proprio denaro.

Voglio invece condividere un’esperienza reale.

Sono arrivato nel Regno Unito prima della Brexit, con il vantaggio di un passaporto europeo e di condizioni che oggi non sono più accessibili a tutti nello stesso modo. È un privilegio di cui sono consapevole.

Questo non significa, però, che il percorso sia stato semplice.

Essere un immigrato significa imparare a muoversi in un sistema diverso, comprendere regole nuove, adattarsi a un altro mercato del lavoro e costruire una stabilità lontano dalla propria rete familiare e culturale.

Il Regno Unito è un Paese che chiede molto. Può essere costoso, competitivo e, almeno all’inizio, piuttosto duro.

Ma può anche offrire molto, soprattutto quando si comincia a comprenderne il funzionamento.

Con The Cafeteria Boy voglio raccontare proprio questo percorso: come passare dal sentirsi travolti dal sistema britannico al riuscire, poco alla volta, a orientarsi al suo interno.

Spero che le mie esperienze possano essere utili soprattutto agli italiani che vivono già nel Regno Unito, a quelli che stanno pensando di trasferirsi e a chiunque voglia capire meglio cosa significhi costruire qui una vita più stabile.

Nota importante

I contenuti di questo blog rappresentano esclusivamente esperienze, riflessioni e opinioni personali. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale, legale o creditizia e non garantiscono l’approvazione di prestiti o altri prodotti finanziari. Prima di prendere decisioni importanti, è opportuno verificare le informazioni presso fonti ufficiali o rivolgersi a un professionista qualificato.

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