Padre Ricco - Padre Povero, la recensione dopo 7 anni

Articolo revisionato il 16 settembre 2026

Sono passati 7 anni dalla stesura della prima versione di questo post. La recensione di Padre Ricco - Padre Povero che scrissi all'epoca “peccava” di un eccesso di entusiasmo e di impulsività nella pubblicazione. Il me di oggi è diverso da quello di 7 anni fa. Anche il mondo è cambiato non poco da allora. È quindi giunto il momento di rivedere cosa è ancora applicabile e cosa no, anche sulla base delle esperienze avute nel frattempo.

Copertina del libro Padre Ricco Padre Povero di Robert T. Kiyosaki accanto a un quaderno con appunti scritti a mano e una penna stilografica, su un tavolo di legno chiaro. Immagine che rappresenta lo studio personale e la riflessione sui principi di educazione finanziaria e crescita personale.
La mia copia personale e gli appunti che presi all'epoca

Perché leggere Padre Ricco - Padre Povero

In Padre Ricco - Padre Povero, Kiyosaki enfatizza il ruolo dello spirito imprenditoriale e degli investimenti come strumenti necessari per la creazione di ricchezza. Della spiegazione di Kiyosaki, e del suo approccio all’educazione finanziaria, apprezzo soprattutto l’idea del cash-flow come parametro per valutare se un acquisto che stiamo per compiere sia da ritenersi utile per la nostra crescita economica o meno. Se l’oggetto dell’acquisto produce un cash-flow positivo, allora è da considerare un asset; in caso contrario, Kiyosaki lo definisce come una liability.

Approfondimento: cash-flow, assets e liabilities — l’idea dei quadranti del cash-flow in Padre Ricco - Padre Povero

Infografica orizzontale in italiano che illustra i quattro quadranti del cash-flow di Robert Kiyosaki tratti dal libro Padre Ricco - Padre Povero. Mostra la suddivisione tra entrate, uscite, assets e liabilities, con icone e colori distinti per ciascun quadrante. L’immagine spiega visivamente come risparmiare dalle uscite e investire in asset per creare ricchezza, secondo i principi di educazione finanziaria e gestione del denaro personale.
Infografica sui quadranti del cash-flow

Prima di passare a definire cosa non ritengo più attuale dell’insieme di concetti espressi in Padre Ricco - Padre Povero, devo spendere qualche parola in più sul concetto più importante ed, a mio parere, attuale, espresso da Robert Kiyosaki, nonché uno dei più utili in generale quando si parla di educazione finanziaria. Nel libro Padre Ricco - Padre Povero, Kiyosaki chiede ai lettori di svolgere un semplice esercizio: suddividere un semplice foglio di carta in 4 quadranti. Un quadrante, denominato “entrate”, indicherà tutte le fonti di liquidità (ad esempio: stipendio, dividendi, ricavi da vendite, rendite da diritti, brevetti, etc.). Un secondo quadrante, denominato “uscite”, indicherà tutte le spese (da quelle alimentari a quelle necessarie per svolgere un’attività economica). Un terzo quadrante, denominato “assets”, nel quale andranno indicati tutti i beni in proprio possesso che creano le voci che abbiamo indicato nel quadrante “entrate”. Infine, l’ultimo quadrante dovrà includere tutti quei beni che per qualche motivo comportano una perdita di denaro (ad esempio un’automobile che, oltre a svalutarsi, necessita di benzina, assicurazione e riparazioni a intervalli regolari). Ora, sulla base di questa suddivisione, Kiyosaki indica questo: tutto ciò che può essere risparmiato dal quadrante “uscite” deve essere impiegato per acquistare assets, quindi tutti i beni che in qualche modo sono riconducibili al terzo quadrante. Tranne lo stipendio, che nell’ottica del libro è uno strumento poco flessibile, ciò che ogni persona dovrebbe inseguire è ottenere il maggior numero di assets disponibili e possibilmente vivere solo dei proventi degli assets e mai basarsi sullo stipendio per finanziare la propria vita o l’acquisto di beni riconducibili al quadrante delle liabilities (persino l’acquisto di una casa a scopo di abitarvi, in questa ottica, è considerato come una liability).

Cosa non funziona più

Rispetto alla mia prima lettura, risalente al lontano 2019, alcune delle parti del testo non rispondono più alle esigenze di chi vive nel 2026. Questo concentrarsi sull’imprenditorialità, quasi demonizzando il lavoro dipendente, risente molto, secondo me, di un forte survivorship bias dell’autore (Kiyosaki, nella sua vita, ha potuto vantare diverse esperienze imprenditoriali, anche se non sempre coronate da successo). È vero che il crescente clima di precarietà lavorativa può invitare a cercare la via dell’imprenditorialità come soluzione, tuttavia è anche vero che le storie di effettivo successo imprenditoriale sono poche e non tutti possono contare su una rete sociale che possa offrire supporto nelle fasi di lancio della propria attività o che consenta di riprendersi in tempi rapidi in caso di insuccesso. Altri elementi che poi andrebbero seriamente riconsiderati sono l’utilizzo del debito come “leva motivazionale” per guadagnare importi superiori, che di fatto capovolge l’approccio che si dovrebbe avere nei confronti del debito come leva per amplificare i propri risultati economici (si dovrebbe avere prima l’idea “vincente” e un cash-flow base per sostenerla, e poi scalarla, anche ricorrendo al debito, per portarla a maturità il prima possibile); e l’idea che certi beni o alcune fonti di sicurezza (come, appunto, il lavoro dipendente) finiscono con il tenere prigionieri in una gabbia dorata molti risparmiatori.

Cosa sto applicando

Quando si legge Padre Ricco - Padre Povero (o qualsiasi libro che parli di finanza personale), non ci si dovrebbe limitare alla semplice lettura, quasi fosse un passaggio obbligatorio o un onere da assolvere per dire che ci si sta impegnando nell’essere più attenti a come il proprio denaro viene gestito. Bisogna poi provare a mettere in pratica quello che il libro ci lascia, soprattutto se ci sono aspetti immediatamente applicabili alla nostra vita. In questo senso, nel mio piccolo, provo ad applicare soprattutto i quadranti del cash-flow, investendo in ETF ed azioni (quindi in asset che producono un incremento di valore o il pagamento di un dividendo — in questo articolo parlo meglio di come uso gli ETF — per generare un flusso di cassa che, per ora, è destinato a essere reinvestito, ma che in futuro contribuirà a rendere più serena la mia pensione). Lo dissi già nella prima stesura, ma non mi stanco di ripeterlo anche ora: Padre Ricco - Padre Povero non è da intendersi come un libro contenente una formula magica, ma è, soprattutto, un modo per confrontarsi con un’idea diversa di gestione delle proprie risorse.

Lo consiglierei ancora?

Per farla breve, sì, ma con una importante riserva: il libro di Kiyosaki deve intendersi come un volume utile a costruirsi una prima idea sulla gestione del proprio denaro o confrontarsi con altri modi di intendere la gestione delle proprie risorse. In questo senso Padre Ricco - Padre Povero è un libro interessante e va aggiunto alla propria libreria. Se invece lo si intende come una guida agli investimenti, posso tranquillamente dire che esistono volumi migliori, come ad esempio The Intelligent Investor di Benjamin Graham.

Concludendo

Dopo 7 anni il mio modo di leggere questo libro, anche a fronte delle mie esperienze personali, è cambiato. È il motivo principale per cui ho rivisto l’articolo. Della prima lettura, come credo bisognerebbe fare con tutti i libri, non solo quelli di finanza personale, ho portato con me alcune idee; altre le ho lasciate andare per fare spazio a nuove idee e concetti che meglio si adattano alla mia vita.



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