3 Consigli che puoi subito mettere in pratica leggendo “L’uomo più ricco di babilonia”



La mia copia personale

19/08/2026 – Riscrittura dell’articolo dopo 7 anni

Sono passati sette anni da quando la prima versione di questo post è stata scritta e pubblicata in tutta fretta. Il tempo passa, il mondo cambia e — inevitabilmente — anch’io sono cambiato.

Per questo motivo ho deciso di riscrivere l’articolo: voglio riproporlo con il distacco che solo gli anni possono concedere e con la concretezza dell’esperienza vissuta.

Negli ultimi tempi, come forse avrete notato, mi sto progressivamente allontanando dalla verve del movimento FIRE. Sto concentrando le mie energie soprattutto sulla gestione del denaro in chiave di serenità, mentre mi godo un normale “9–5” che ogni giorno mi dà soddisfazione.

Nella prima versione dell’articolo avevo evidenziato tre passaggi “immediatamente azionabili” tratti dal libro (acquistabile a questo link, come affiliato potrei ricevere una commissione), che nelle sue circa 200 pagine rappresenta uno dei capostipiti del genere self‑help.

1. Paga prima te stesso

Questo è il principio che più è rimasto costante nel tempo.

Nelle turbolente fasi della mia vita lavorativa, a partire dal 2019, ho sempre cercato di mettere da parte qualcosa per me come prima azione ogni volta che venivo pagato. Il libro consiglia di risparmiare almeno il 10% di quanto si guadagna: ci ho sempre provato.

Oggi, rivedendo il mio budget, se considero i fondi destinati alle emergenze, quelli per l’auto, quelli per la casa (che tengo separati perché ritengo siano categorie diverse) e gli investimenti, mi accorgo di aver fatto — e di stare facendo — meglio del previsto: ogni mese risparmio circa il 20% di tutto ciò che guadagno.

Mi ritengo fortunato: guadagno abbastanza da potermi permettere questa disciplina. Per evitare la tentazione di spendere, utilizzo diversi conti correnti. E la tentazione, inutile negarlo, si è fatta sentire più di una volta.

Se non fosse per una combinazione di forza di volontà, pigrizia nell’accedere ai vari conti per spostare le somme e automatismi nei depositi ricorrenti, probabilmente avrei già ceduto.

2. Metti il denaro a lavorare per te

Il libro suggerisce di procedere con ordine: prima costruire le riserve, poi dedicarsi agli investimenti. A essere sinceri, questo consiglio è valido sempre — ogni volta che si svolge una professione precaria o quando non si è perfettamente sicuri del proprio reddito mensile.

Non vale solo per chi ha un contratto a zero ore: anche chi lavora con partita IVA vive una condizione di incertezza. In tutte queste situazioni, avere un fondo di emergenza consistente è estremamente utile.

Oggi, fortunatamente, la mia situazione è diversa. Avendo raggiunto una certa stabilità lavorativa, mi sono reso conto di poter procedere con entrambi i fondi allo stesso tempo. Una volta raggiunta la soglia minima di £1.000 nel fondo di emergenza, ho iniziato a versare anche nel mio stocks & shares ISA.

Senza dilungarmi troppo nei dettagli, ho scelto un mix di ETF azionari e obbligazionari, sia ad accumulo sia a distribuzione.

NB: Gli investimenti comportano rischi. Prima di aderire a qualsiasi offerta, si raccomanda di esaminare con attenzione tutta la documentazione informativa e di richiedere il parere di un esperto finanziario indipendente. Le informazioni contenute in questo articolo non costituiscono consulenza finanziaria e riflettono esclusivamente le mie esperienze e opinioni personali, condivise a scopo informativo e divulgativo.

3. Sii umile e chiedi consiglio

Informarsi non ci rende automaticamente esperti. Dopo aver studiato, chiedere un parere a un professionista è sempre utile.

Un esempio concreto: anche se avevo fatto molte ricerche sui mutui disponibili, senza consultare un broker avrei perso l’occasione di scoprire offerte più convenienti o di sottoscrivere polizze assicurative davvero adatte alle mie esigenze.

L’umiltà, nel campo finanziario, è una forma di protezione.

Riflessioni finali

Rileggendo e riscrivendo questo articolo, mi sono reso conto di quante cose siano cambiate.

È cambiato il mio modo di intendere il risparmio: non più scorciatoia verso il “dolce far nulla”, ma strumento di serenità quotidiana.

È cambiato il mio approccio agli investimenti: non più qualcosa di distante o “per esperti”, ma un mezzo per costruire un futuro più luminoso.

È cambiato anche il mio rapporto con gli strumenti finanziari: li uso con più consapevolezza, e soprattutto con più umiltà.

Infine, è cambiato il mio modo di intendere questo libro. Ho smesso di considerarlo un “manuale” e lo vedo come una fotografia della sua epoca: un periodo in cui la fiducia nel progresso umano era al massimo, così come l’entusiasmo verso la borsa come strumento di ricchezza.

Ricordiamo che L’uomo più ricco di Babilonia è del 1926, appena tre anni prima della crisi del ’29, e nasce in un contesto culturale permeato dalla fascinazione occidentale per le civiltà della Mezzaluna Fertile.


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